Libro dei Re
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Approfondiamo la Bibbia: Libro dei Re 1 e 2

Come si intrecciano Bibbia e Storia

Sebbene, come tutti ben sappiamo, la Bibbia non vada letta come un insieme di libri di storia, essa contiene indicazioni, eventi e riferimenti di cui si trova riscontro nella storiografia.

Ci sono inoltre alcuni libri biblici che sono chiamati “libri storici”, in quanto più di altri riportano eventi che sono stati registrati nella storia dell’Umanità e che coincidono con la storiografia accademica e ufficiale. Fra questi troviamo il Libro dei Re.

In realtà, per noi cristiani il Libro dei Re consiste in due testi distinti, denominati semplicemente 1 e 2 (o Primo e Secondo). Nel canone ebraico il libro è invece unico, e nella tradizione greca i due testi si chiamano Terzo e Quarto Libro dei Regni.

I testi riportano le gesta dei re d’Israele e di Giuda, in un preciso periodo storico, e precisamente il Primo Libro dal 970 al 850 a.C. e il Secondo Libro dal 850 al 587 a.C. Le date sono ritenute certe perché gli eventi narrati sono realmente accaduti e su essi abbiamo chiari riscontri storici e archeologici regolarmente accettati dalla comunità degli studiosi.

Gli storici e gli esegeti concordano sul fatto che entrambi i libri furono redatti nel VI secolo a.C. sulla base delle tradizioni orali tramandate per circa 4 secoli. Il redattore è anonimo, ma si ritiene di scuola deuteronomista. Sono chiare infatti le evidenze che legano questi due testi al Deuteronomio, ovvero al quinto libro della Torah.

Il Primo Libro dei Re tratta di Davide, Salomone, del profeta Elia, e dei re che si avvicendarono in quel periodo, anche passando dalla divisione che avvenne fra il Regno di Giuda e il Regno di Israele, che erano stati precedentemente unificati nel 1030 a.C. sotto re Saul, come leggiamo nel Primo Libro di Salomone.

I due regni si separarono nel 933 aC. dopo la morte di Salomone: a nord si formò il Regno di Israele (con a capo Geroboamo) che cadde nel 720 a.C., mentre a sud sorse il Regno di Giuda (sotto re Roboamo) e che fu invaso nel 587 a.C. dalle truppe babilonesi.

Dal Primo Libro dei Re traiamo un’indicazione importante, ovvero la costruzione del Tempio, che iniziò nell’anno 480° dopo l’uscita degli Israeliti dall’esilio, che cade nel 4° anno di regno di Salomone e durarono 7 anni. Le date è paradigmatica e sottolineano il trascorrere di 12 generazioni di 40 anni ciascuna e il numero 7 che indica la completezza. Sebbene sia lecito ritenere corretta dal punto di vista storico la data di inizio dei lavori, le altre indicazioni possono anche essere ritenute simboliche e di valore teologico.

Del Tempio di Salomone, definito da storici e esegeti “Primo Tempio”, abbiamo anche le misure originarie, che corrispondono a 60 cubiti (circa 27-30 metri) di lunghezza, 20 cubiti di larghezza (circa 9-10 metri), e 30 cubiti (circa 13-15 metri) di altezza. Troviamo anche le indicazioni relative al vestibolo che era posizionato davanti al tempio, delle dimensioni di 20 x 10 cubiti (circa 9 x 5 metri). Del Tempio originario, come sappiamo, non è restato nulla, se non la fila di base inferiore delle pietre del Muro del Pianto.

Il Tempio venne poi arricchito e ingrandito, fino a divenire mastodontico sotto Erode il Grande, per poi essere distrutto dai Romani nel 70 d.C.

Nel capitolo 8 del Primo Libro dei Re possiamo anche leggere il trasporto dell’Arca dell’Alleanza nel Sancta Santorum e la dedicazione.

Successivamente il testo ci narra di una deriva di Salomone in senso negativo: ebbe come concubine diverse donne straniere e fece erigere degli idoli, in netto contrasto con la predicazione monoteista di Elia e Eliseo che avvenne qualche tempo dopo. Da quel punto riparte la narrazione storico-politica del regno, fino al regno di Acazia.

Il Secondo Libro dei Re inizia con la sollevazione dei Moabiti contro Israele, la morte di Acazia e il rapimento di Elia verso il cielo. Quella di Elia è una vicenda di notevole rilievo in ambito teologico. Si tratta di un’ascensione del profeta, che secondo la tradizione non sarebbe morto, ma di cui gli Ebrei attendono il ritorno come precursore del Messia. Per noi Cattolici la tradizione si compì con la nascita e la vita e morte di Giovanni Battista.

Il testo narra tutte le intricate vicissitudini che il Regno di Israele e quello di Giuda vissero fino all’invasione dei Babilonesi e alla deportazione del 587 a.C. Troviamo numerosi riferimenti cronologici che si intrecciano con i regni dei diversi sovrani che si avvicendarono.

In definitiva il Libro (o i Libri) dei Re è un testo che si legge facilmente per la sintonia che rivela con gli eventi storici, ma sul quale è necessario riflettere per cogliere gli aspetti teologici. È opportuno ripetere che per il mondo antico la narrazione storica DEVE trasmettere e insegnare concetti, e la sua esposizione cerca il significato più ancora che la realtà degli eventi, che in ogni caso trovano un riscontro credibile nei tratti fondamentali.

Un commento

  • Riccardo

    Molto interessante,la Bibbia è libro storico.
    Man mano che si sviluppa lo studio si viene confermando la veridicità degli eventi.
    Specialmente per il Nuovo Testamento l’apologetica ci conferma nella fede….

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