Tomista: la scoperta del "dio della filosofia"
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Tomismo: la scoperta del “dio della filosofia”

Le osservazioni del più grande pensatore medioevale

Dobbiamo constatare che esistono diversi luoghi comuni, che sfociano in veri e propri pregiudizi, che condizionano il pensiero della maggior parte delle persone.

A dire il vero si tratta di accezioni che sono state superate e smentite dalla stessa comunità scientifica, ma che risultano ormai incardinate nel pensiero comunemente diffuso.

Dal punto di vista storico possiamo rilevare il macroscopico errore nel ritenere il Medioevo un periodo buio, in cui imperversava l’ignoranza totale. Gli studiosi hanno invece ampiamente dimostrato che si è trattato di un periodo effervescente anche sotto l’aspetto culturale, che ha creato le condizioni per l’affermarsi del Rinascimento e ha posto le basi per uno sviluppo culturale che è esploso successivamente. I valori del Medioevo sono però misconosciuti da chi nutre dei pregiudizi e continua a considerarlo un’epoca nefasta.

Anche la cultura medioevale viene sottovalutata e considerata da scartare a priori. Questo è un errore gravissimo perché proprio in quell’era visse uno fra i filosofi più importanti, il cui pensiero è apprezzato e seguito ai nostri giorni: San Tommaso d’Aquino, che fu professore alle Università di Parigi e di Napoli.

Il fatto che ci si riferisca a un santo non aiuta, anzi incrementa i pregiudizi. Chi non conosce la Filosofia e la sua storia tende a scartarlo superficialmente perché crede che Tommaso sia un filosofo “di parte”.

In realtà le sue meditazioni e riflessioni in ambito filosofico, sono di una logica ammirevole e sono sfociate nella scoperta di quello che in gergo viene chiamato il “dio della filosofia”, cardine ancora oggi di deismo e teismo, e di quella scuola di pensiero che si riconosce nel creazionismo.

Sorge a questo punto un altro pregiudizio. Col termine creazionismo i più pensano al riconoscimento di un Dio creatore, ma ciò non è del tutto vero. La corrente comprende anche chi non crede in un dio personale (per intenderci, come la Trinità divina, Adonai o Allah), ma in un “qualcosa” che abbia causato l’avvio dell’evoluzione universale. Questo “dio della filosofia” viene chiamato “causa terza”, ed è preso in considerazione da scienziati e filosofi sia atei che credenti in qualche religione.

San Tommaso è ritenuto così grande proprio perché ha portato argomentazioni convincenti sulla compatibilità fra Religione e Scienza, ognuna con le proprie ragioni e competenze.

Attraverso le sue “Cinque Vie”, spiegate nella sua opera “Summa Theologiae”, ha condotto il pensiero fino al riconoscimento di una credibilità forte nel “dio della filosofia”, che la disciplina filosofica non può smentire.

Leggere la Summa Theologiae, anche in lingua italiana e nelle moderne traduzioni, è impresa che solo gli studiosi riescono a fare: è un trattato filosofico di oltre 5.000 pagine. Dispiace però leggere commenti svilenti sul tomismo e su Tommaso d’Aquino, formulati da chi non ha mai letto alcuna delle sue opere. L’intento di Tommaso era infatti quello di arrivare alle menti di tutti, e non solo a quelle degli studiosi.

Cliccando QUI si può scaricare Summa Theologiae in lingua italiana.

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