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Il sì di Giuseppe: salvezza e insegnamento
Cosa sarebbe stato senza il suo sì? Giuseppe: il grande e silenzioso santo «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Dalla liturgia). «Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.». Queste sono le parole finali del brano che abbiamo appena ascoltato, e ci illuminano un poco sulla figura di uno dei più grandi santi della storia della salvezza. In queste parole sta la vera grandezza di…
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Istruzioni di Salvezza: Gesù indica la Via
Un brano del Vangelo che emerge per la chiarezza delle indicazioni «In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno» (Dalla liturgia). Gesù ci parla di un’ora, e specifica che è proprio questa, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata vivranno. Evidentemente…
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Non illudiamoci di avere il Regno di Dio «in esclusiva»
Possedere il Regno non è un diritto, ma un merito che dobbiamo conquistare con la fedeltà E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti» (Dalla liturgia). La parabola sembra una storia un po’ improbabile, ma racconta per filo e per segno le vicende del popolo ebraico. Dio ha amato in modo speciale questo popolo, ma esso è stato ingrato: al…
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Siamo sicuri di saper pregare?
Cosa e perché chiedere a Dio il suo aiuto «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate». Il modo pagano di rapportarsi a Dio è il modo di chi pensa di avere a che fare con un padrone potente e capriccioso con cui non si può fare a meno di interagire ma da cui è necessario difendersi. Il modo cristiano è il modo di chi invece sa che Dio è un padre che ci vuole bene. Il modo pagano è il modo…
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Lasciare che Gesù agisca in noi e per noi
Affidarsi al Signore non ci avvicina «solo» a Lui, ma anche tra noi Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!» (Dalla liturgia). Gesù entra in contatto con un sordomuto, fa delle cose strane: lo porta lontano dalla folla, gli mette le dita negli orecchi e tocca la sua lingua con la saliva. Il sordomuto non si rifiuta, non chiede neppure nulla, lascia agire Gesù. Dopo avere incontrato Gesù e avergli lasciato…
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Le opere del male rendono l’uomo impuro; l’ipocrisia lo rende pagano
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo» (Dalla liturgia). I gesti rituali, le azioni di culto, non ci rendono migliori quando non sono legati ad una vita buona, quando non sono l’espressione di un cuore puro, di un’intenzione retta. Pensare che ci sia qualcosa nella natura che automaticamente possa renderci migliori o peggiori, senza il nostro impegno personale e il contributo della nostra ragione e della nostra volontà,…
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La conversione del cuore è riappropriarsi della somiglianza con Dio
Il vero senso della Sequela E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro» (Dalla liturgia). «Proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano». I discepoli sono inviati a proclamare che la gente si converta. Convertirsi significa cambiare strada, abbandonare la via del peccato, che progressivamente allontana da Dio, e allontanandoci da Dio ci immerge nel male. Dice il brano che i discepoli scacciavano i demòni, ungevano con olio molti infermi…
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Chi è veramente discepolo?
Tutti ci sentiamo «discepoli», ma lo siamo realmente? «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada» (Dalla liturgia). «Li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi». La missione del discepolo è questa: anticipare la venuta del Signore. Il discepolo non deve sostituirsi al Signore, quasi pensando che la venuta del regno di Dio dipenda da lui, ma deve semplicemente preparare le persone che gli sono affidate all’incontro con il Signore.…
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L’autorità di Gesù e l’umiltà di accettare la sequela
«Non chi dice “Signore, Signore” …» «In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi» (Dalla liturgia). «Egli insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi». Gesù è stato inviato dal Padre per rivelare ciò che di Dio può essere noto all’uomo su questa terra. Gesù è a sua volta è Dio, la persona divina del Figlio, generato e non creato, prima di tutti i secoli, dalla stessa sostanza del Padre, che in un certo luogo e in una certa data ha assunto…
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Fare esperienza di Gesù, scopo e via di salvezza
La risposta alla domanda di Gesù ai primi discepoli «In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”» (Dalla liturgia). «Che cosa cercate?». La domanda di Gesù non è : «Chi cercate?», che sembrerebbe più ovvia. La domanda di Gesù sembra dire: «Che cosa sperate di ottenere?», «Che cosa volete da me?». E la risposta dei discepoli: «Maestro, dove dimori?» ci fa capire quale è lo scopo della loro ricerca: non è sapere qualcosa su Gesù, avere qualche informazione, ma è vivere con Lui, fare esperienza di Lui. Conoscere Gesù non significa solo capire delle cose,…